Laboratorio Storia – Eventi storici e tesori umani

Un percorso di ricerca dedicato alla ricostruzione degli eventi che hanno segnato la storia di Naro e alla riscoperta delle figure umane che ne sono state protagoniste.

Il laboratorio di storia

Il laboratorio di storia “Eventi storici e tesori umani” nasce con l’obiettivo di ricostruire e raccontare alcune pagine significative della storia di Naro, attraverso un lavoro di ricerca che unisce fonti documentarie, testimonianze orali e memoria collettiva.

Gli studenti e i partecipanti al progetto hanno svolto un percorso di studio e approfondimento che ha coinvolto archivi, bibliografia storica e racconti diretti di testimoni della comunità. Il lavoro ha permesso di riportare alla luce eventi e vicende che hanno segnato la vita del territorio, restituendo dignità e visibilità a uomini e donne che ne sono stati protagonisti.

Uno dei risultati principali del laboratorio è stato lo studio dedicato alla rivolta di Naro del gennaio 1945, un episodio drammatico della storia locale che si inserisce nel più ampio contesto delle tensioni sociali e politiche della Sicilia nel dopoguerra.

Attraverso questo percorso il laboratorio ha contribuito a trasformare la memoria storica in patrimonio condiviso, rafforzando il legame tra le nuove generazioni e l’identità culturale del territorio.

Documenti del laboratorio

Il lavoro di ricerca ha prodotto una serie di materiali di approfondimento dedicati alla ricostruzione degli eventi storici e alla raccolta delle testimonianze.

  • Saggio storico: La rivolta di Naro (gennaio 1945)
  • Relazione finale del laboratorio

I partecipanti al laboratorio

Il laboratorio ha visto la partecipazione di giovani ricercatori e studenti che hanno contribuito attivamente alla raccolta delle informazioni, alla realizzazione delle interviste e alla ricostruzione storica degli eventi.

Paolo Verde
Ginevra Fabbrica
Giuseppe Argirò
Sergio Ciotta
Martina Aronica
Calogero Sabella
Giuseppe Catalano
Francesco Pirriatore
Asia Lombardo
Giuseppe Contrino
Manuel Marrix
Antonio Arnone

Il lavoro di ricerca è stato svolto nel periodo compreso tra marzo e maggio 2025.

Materiali raccolti

Durante il laboratorio sono stati raccolti diversi materiali utili alla ricostruzione storica degli eventi e alla documentazione della memoria locale.

Documenti storici
Fonti bibliografiche e testi di ricerca.
Ricerca archivistica
Consultazione di archivi e materiali storici.
Testimonianze orali
Racconti diretti di testimoni della comunità.
Interviste video
Registrazioni audiovisive delle testimonianze.
Materiale fotografico
Immagini dei luoghi e delle attività del laboratorio.
Ricostruzioni narrative
Testi di sintesi e interpretazione storica degli eventi.

L’insieme di questi materiali costituisce oggi una base importante per la valorizzazione della memoria storica della città e per la costruzione di un archivio condiviso dedicato alla storia di Naro.

La rivolta di Naro (gennaio 1945)

Storia, memoria e testimonianza

Introduzione – La Sicilia tra guerra e dopoguerra

La Sicilia, tra il 1943 e il 1945, era una terra sospesa tra la guerra appena conclusa e un dopoguerra ancora incerto. Lo sbarco anglo-americano del luglio 1943 pose fine al dominio fascista sull’isola, ma non portò una pace reale né una stabilità immediata.

L’armistizio dell’8 settembre 1943 divise di fatto il Paese: al Nord l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale, al Sud il cosiddetto Regno del Sud, sotto il controllo delle forze alleate. In questo quadro la Sicilia si trovò formalmente dentro il Regno d’Italia, ma amministrata di fatto dall’AMGOT, il governo militare alleato.

La fine della guerra non coincise con il ritorno alla normalità. Infrastrutture distrutte, collegamenti interrotti, raccolti compromessi e difficoltà nella distribuzione dei beni alimentarono una crisi profonda. Nei centri urbani e nei paesi dell’entroterra si viveva di stenti: il pane era razionato, la carne quasi introvabile e il mercato nero dominava la vita quotidiana.

Accanto alla miseria materiale crebbero le tensioni politiche. Le proteste contro il richiamo alle armi e contro le cartoline precetto accesero in tutta l’isola un movimento spontaneo riassunto nello slogan “Nun si parti!”. In questo clima incandescente, Naro divenne teatro di una delle più drammatiche rivolte popolari della Sicilia del dopoguerra.

Naro alla vigilia della sommossa

All’inizio del 1945 Naro era un centro agricolo di circa quindicimila abitanti, arroccato su una collina che domina la vallata circostante. La popolazione viveva in gran parte di agricoltura di sussistenza, in un quadro economico segnato da salari bassi, inflazione, lavoro discontinuo e diffusa povertà.

Le famiglie vivevano sul filo della sopravvivenza e la fame era una realtà quotidiana. Le testimonianze ricordano quell’inverno come particolarmente rigido, mentre l’arrivo delle cartoline precetto gettava nello sconforto molti giovani e le loro famiglie.

In questo clima di angoscia, alimentato anche dalla diffusione di idee autonomiste e separatistiche, Naro appariva come una polveriera pronta a esplodere.

Il giorno della rivolta

La scintilla giunse l’11 gennaio 1945, nel giorno della celebrazione di San Calogero, patrono di Naro. In piazza Garibaldi, davanti alla Chiesa di San Francesco, prese la parola il giovane maestro elementare di Camastra Calogero “Lillì” Petrolino, figura carismatica della protesta.

Petrolino denunciò l’ingiustizia del richiamo alle armi, parlò della fame, della miseria e della libertà negata. Le sue parole trovarono ascolto in una folla già esasperata. Quando un giovane bruciò pubblicamente la propria cartolina precetto, il gesto divenne immediatamente il simbolo della ribellione.

Le grida di “Nun si parti!” trasformarono la piazza in un teatro di rivolta. Da quel momento la sommossa si propagò in tutta la città.

La scintilla e l’insurrezione

Il primo obiettivo dei rivoltosi fu il Municipio, simbolo dell’autorità civile. Successivamente la protesta investì il carcere mandamentale nel Castello Chiaramontano, dove furono devastati archivi e arredi e liberati otto detenuti.

L’ondata di protesta travolse anche la Pretura e l’Ufficio Imposte di Consumo. L’episodio più grave avvenne alla caserma dei Carabinieri di via Bandino, dove i rivoltosi penetrarono nei locali, incendiarono le stalle e uccisero uno dei cavalli della squadriglia.

Tra l’11 e il 13 gennaio Naro visse in uno stato di vera e propria insurrezione, con gruppi armati nelle strade e rinforzi provenienti anche da Camastra.

Cronologia della rivolta

1943

Operazione Husky e fine del dominio fascista in Sicilia. Lo sbarco alleato apre una fase di profonda instabilità politica e sociale nell’isola.

1944

Crescono le tensioni sociali e politiche. Si diffondono il separatismo, le proteste contro la leva e il malcontento per le condizioni di vita.

11 GEN 1945

Scoppia la rivolta a Naro. Durante la festa di San Calogero, il discorso di Lillì Petrolino e il rogo delle cartoline precetto innescano la sommossa.

11–12 GEN

L’insurrezione si estende. Vengono presi di mira Municipio, carcere mandamentale, Pretura, Ufficio Imposte di Consumo e caserma dei Carabinieri.

12 GEN 1945

Battaglia di contrada Bidella. Lo scontro tra rivoltosi e forze regolari provoca morti e feriti. Cadono Calogero “Lillì” Petrolino e il sottotenente Antonino Di Dino.

13 GEN 1945

Resa e repressione. Il sindaco Angelo Comparato favorisce la trattativa. La sommossa termina e 139 persone vengono arrestate e trasferite a Ustica.

DOPO

La memoria resta a lungo sommersa. Solo studi e testimonianze successive hanno restituito dignità storica a questa pagina della storia narese.

Luoghi della rivolta

Piazza Garibaldi

Luogo del discorso di Lillì Petrolino e dell’avvio simbolico della sommossa.

Chiesa di San Francesco

Scenario del comizio improvvisato che accese la protesta popolare.

Castello Chiaramontano

Sede del carcere mandamentale, preso d’assalto dai rivoltosi.

Via Bandino

Luogo della caserma dei Carabinieri coinvolta negli scontri.

Contrada Bidella

Teatro della battaglia decisiva del 12 gennaio 1945.

Contrada Falzina

Punto strategico dell’assedio e dell’intervento delle forze regolari.

Interpretazioni storiografiche e memoria

La rivolta di Naro è stata letta nel tempo in modi diversi: per alcuni come un moto comunista legato alle lotte sociali, per altri come un’espressione del separatismo siciliano, per altri ancora come una protesta spontanea nata da fame, miseria e sfiducia verso lo Stato.

Al di là delle interpretazioni, resta il valore storico e umano di una vicenda che per decenni è sopravvissuta quasi esclusivamente nella memoria orale. Solo in tempi recenti ricerche e testimonianze hanno restituito visibilità e dignità a questa pagina della storia locale.

Testimonianze orali

Uno degli aspetti più significativi del laboratorio è stato l’ascolto diretto delle testimonianze della comunità.

Attraverso interviste video sono state raccolte memorie e racconti legati agli eventi storici e alla vita sociale della città nel periodo del dopoguerra. Le testimonianze rappresentano uno strumento prezioso per comprendere non solo i fatti storici, ma anche il clima umano e sociale di quegli anni.

Le voci dei testimoni restituiscono uno sguardo diretto sulla memoria collettiva della comunità, integrando le fonti documentarie con il racconto personale di chi ha custodito nel tempo ricordi, esperienze e storie tramandate tra generazioni.

Interviste e memorie della comunità

Raccolta di testimonianze orali realizzate nell’ambito del laboratorio di ricerca del progetto Territori di Memoria.

I luoghi della memoria

Gli eventi della rivolta del gennaio 1945 hanno avuto come scenario diversi luoghi simbolici della città di Naro. Alcuni di questi spazi rappresentano ancora oggi punti fondamentali per comprendere e raccontare quella pagina di storia.

Piazza Garibaldi
Luogo in cui ebbe luogo il discorso del giovane maestro Calogero “Lillì” Petrolino che diede avvio alla rivolta.
Chiesa di San Francesco
Davanti alla chiesa si radunò la popolazione durante la festa di San Calogero, momento che precedette lo scoppio della sommossa.
Castello Chiaramontano
Sede del carcere mandamentale preso d’assalto durante i primi momenti della rivolta.
Via Bandino
Qui si trovava la caserma dei Carabinieri coinvolta negli scontri con i rivoltosi.
Contrada Bidella
Teatro dello scontro decisivo tra rivoltosi e forze regolari il 12 gennaio 1945.
Contrada Falzina
Area strategica durante l’assedio della città da parte delle forze governative.